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Intervista a Vittorio Tonazzi

In occasione di un importante FAT con esito positivo abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Vittorio per conoscerlo meglio. Vittorio fa parte del Sales Team di Omag da fine maggio 2023 e ricopre il ruolo di responsabile per l’area EMEA (paesi francofoni, Africa e Medio-Oriente).

Un commerciale di grande esperienza che si avvicina ad Omag (e al mare) provenendo da contesti ben più strutturati, con gestione di singoli progetti da diversi milioni di euro e clienti di multinazionali; quello che non cambia è il settore, quello del confezionamento.

Originario di Milano, si trasferisce poi a Bologna per lavorare in un’importante azienda del settore, fino ad arrivare al piccolo borgo di Gradara.

Nome: Vittorio Tonazzi

Classe: 1973

Origine: Milano

Amante della buona cucina e dello stare in compagnia. Appassionato di fotografia e di motori.

Vittorio, da quanti anni lavori nel mondo del packaging?

Da sempre.  Mio nonno fondò la Tonazzi nel 1938, un’azienda di Milano che si occupava della progettazione e costruzione di macchine per il riempimento di tubetti. Sono praticamente nato e cresciuto in azienda.

Con la mia famiglia vivevo all’ultimo piano dello stabilimento produttivo e quindi l’azienda per me era letteralmente casa. Ricordo che giocavo a pallone nel cortile tra le fusioni di ghisa lasciate fuori a maturare. Sono cresciuto circondato da macchinari ed è stato molto naturale per me seguire le orme di mio padre e di mio nonno prima di lui, continuando a lavorare in questo settore.

 

 

Hai sempre ricoperto il ruolo di commerciale?

No, essendo appunto cresciuto in azienda per me era impossibile guardare e non toccare. Così ho iniziato di nascosto ad utilizzare prima il tornio, poi la fresa… Mi incuriosivano molto anche gli operai al montaggio, li seguivo e imitavo nelle loro attività quotidiane. A 12 anni conoscevo a memoria tutti i pezzi delle macchine e sapevo su quali andavano montati.

Finito il liceo, il commerciale ho cominciato a farlo per necessità. In quel periodo nell’azienda non c’era una vera e propria figura che si occupasse delle vendite.

Così mio padre decide di regalarmi un’esperienza negli Stati Uniti per imparare la lingua che io colgo ovviamente al volo! Dopo il mio anno trascorso li sono tornato con il preciso scopo di aprire l’azienda al mercato americano. Nel 1996-1997 il 25% del fatturato proveniva dagli Stati Uniti.

 

Raccontaci di più di questa tua esperienza con il mercato americano…

Ero molto giovane e spesso i clienti, vedendo arrivare un ragazzo di poco più di 20 anni, partivano prevenuti. Ma non mi demoralizzavo, avevo una buona strategia in mente. Innanzitutto, mi sono fatto crescere la barba per darmi un tono e qualche anno in più e poi non li mollavo!

Li incontravo la prima volta, la seconda volta, la terza volta, finché non diventavo un volto conosciuto, prendevano fiducia in me e si rendevano conto che nonostante la mia giovane età conoscevo bene il settore ed ero attento alle loro esigenze. Riuscii così a vendere la prima macchina, il cliente era soddisfatto perché funzionava bene, la voce cominciò a spargersi e sappiamo tutti che un buon passaparola vale più di mille parole dette da un venditore.

Una delle soddisfazioni più grandi per me fu vendere una macchina ad una grande società che comprò una macchina dal leader di settore e una da noi: diventarono nostri clienti fedeli.

Come sei arrivato in Omag?

Il potere dei social! Grazie ad un post su Linkedin condiviso da Giovanni dove diceva di essere alla ricerca di un area manager per Omag.

Conosco Giovanni Nocita da tanti anni, eravamo colleghi anche in una grande azienda di Bologna e siamo rimasti in contatto. In più conoscevo Omag, anche Davide Santi, Fiorino Gregori…ci incontravamo spesso in diverse fiere di settore.

Quando ho visto che stavano cercando una figura commerciale mi sono detto “perché no?” e ho deciso di telefonare a Giovanni per saperne di più ed eccomi qui, 5 giorni a settimana a Gradara.

 

Raccontaci qualcosa sui mercati che segui. Sono mercati per te nuovi? Sono attivi?

Al momento sto seguendo l’Africa, il Medio Oriente e i paesi europei francofoni.

Con alcune di queste aree ho già avuto a che fare, altre per me sono totalmente nuove, ma mi piace così.

Alcune delle mie aree sono in via di sviluppo, rappresentano quindi grandi opportunità che mi piacerebbe riuscire a cogliere.  Richiedono sicuramente tanto impegno e lavoro anche nell’instaurare rapporti continuativi con i vari agenti e distributori locali.

Sono mercati in cui si può fare tanto ma richiedono tempo e dedizione; a mio avviso se si riesce ad intraprendere la giusta strada, si può addirittura essere tra i primi, quasi dei “pionieri”.

Il mio obiettivo ora è riuscire ad entrare nel mercato dell’Arabia Saudita, magari acquisendo anche un nuovo agente…vedremo strada facendo.

 

Quali sono i tuoi programmi per i prossimi mesi?

A novembre sarò a Dubai per Gulfood Manufactruring, è la prima volta per me a questa fiera, non la conosco. La prenderò come occasione per analizzare un po’ la situazione e vedere come va.

Mi piacerebbe incontrare qualche potenziale agente o distributore per poter incrementare la nostra presenza su queste aree.

Ne approfitterò poi della pausa degli eventi in corrispondenza della fine dell’anno per fare il più possibile ordine nei progetti in corso e per delineare una buona strategia per il 2024.

Ho anche diversi FAT programmati per i prossimi mesi e visite a potenziali clienti già fissate, oltre alle fiere già a calendario per il prossimo anno…diciamo che non ci si annoia mai!

Ringraziamo Vittorio per il tempo che ci ha dedicato e rimanete sintonizzati per scoprire chi sarà il prossimo membro del team a raccontarci qualcosa di più sul suo lavoro!

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